Riflessioni

“Non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori”: cosa ci insegna la storia di Bernadette

Dalle apparizioni alle sofferenze, meditiamo su come la storia di Bernadette ci porti a comprendere un pochino di più l'amore di Dio per le proprie creature.

· di Giacomo

Pochi istanti prima della prima apparizione, Bernadette sente un rumore di vento, più precisamente simile al fruscio che sembra lo scricchiolio su rami e foglie attraversati dal vento. Questo due giorni dopo, il 13 febbraio 1858, farà sussultare il suo confessore Padre Pomian, al quale quel rumore evoca il fuoco della Pentecoste – si trattava del vento impetuoso che precede la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli.

Quello scricchiolio in prossimità di un evento sacro ricorda anche, se proviamo a immaginarcelo, il rumore del roveto ardente.

Bernadette era la perfetta definizione di “ultima”; non sapeva né leggere né scrivere. Addirittura non conosceva il francese ma solamente il proprio dialetto locale, e non era tantomeno istruita. Tanto è vero che il 25 marzo riferirà di aver sentito pronunciare una frase che non comprendeva. Una frase che le era stata pronunciata dalla Vergine Maria:

Que soy era Immaculada Councepciou

Ha solo 14 anni quando il commissario Jacomet la interroga e la minaccia di prigione, cercando più e più volte di metterla in contraddizione. Questa lotta contro qualcuno che cerca di smontare la sua tesi, o scavarla a fondo per cogliere dettagli nuovi, accompagnerà tutta la vita di Bernadette, ma la sua versione non cambierà mai.

Durante tutta la vita subisce una serie di cattiverie e di giudizi negativi, quando lei ha sempre affrontato ciò che ha vissuto con estrema umiltà e non mettendosi mai al centro della vicenda. Questi comportamenti la seguiranno addirittura a Nevers nel Convento di San Gildard dove era andata a vivere proprio per allontanarsi dai riflettori.

Bernadette, dal canto suo, non aggiunse mai nulla a ciò che veramente vide, anzi eliminava continuamente dettagli inventati da parte di chi cercava di aggiungerne, e rifiutò costantemente qualsiasi forma di offerta economica nonostante le condizioni di estrema povertà in cui la sua famiglia viveva.

L’inizio

Tutto ha inizio giovedì 11 febbraio 1858, quando Bernadette aveva solo 14 anni. Era molto piccola di statura, soffriva d’asma e la sua famiglia viveva in condizioni di grande povertà. Quel giorno esce con la sorella Toinette e l’amica Jeanne Abadie per raccogliere legna e ossa da vendere, alla grotta di Massabielle. Fermiamoci solo un attimo a pensare a chi la Vergine Maria decise di apparire – ora che abbiamo un po’ di contesto – e in che luogo.

L’esperienza della prima apparizione

Bernadette temporeggia nell’attraversare un torrente e rimane quindi leggermente indietro rispetto alle altre. Lì sente un rumore di vento, ma si gira e gli alberi sono fermi. Nella grotta che ha davanti ai suoi occhi vede una giovane donna vestita di bianco, con un velo bianco, una fascia azzurra alla vita e due rose gialle ai piedi. Proviamo a vivere con i sensi ciò che Bernadette si trova davanti: un contesto roccioso e desolato, un ambiente presumibilmente umido e freddo. Sente il rumore del vento con le proprie orecchie, si gira e vede una figura avvolta in una luce dolce che non abbaglia; immaginiamoci il bianco candido delle vesti, con i tocchi di colore dell’azzurro e del giallo delle rose, e come spiccava rispetto al contesto brullo e spoglio circostante. Viene d’istinto pensare a come apparvero le vesti di Cristo sul monte della Trasfigurazione. Infine Bernadette tocca con la propria mano il Rosario che aveva con sé.

Bernadette prova a farsi il segno della croce ma non ci riesce: teniamo a mente questo dettaglio, perché lei non era affatto convinta che fosse la Madonna. Quando la Signora che le appare si fa il segno della croce, a quel punto anche Bernadette ci riesce.

Il dettaglio che ha appena raccontato Bernadette è uno dei tanti che fa comprendere l’autenticità dell’esperienza vissuta. Chi mai, nell’inventare un incontro del genere, riferirebbe di non riuscire a farsi inizialmente il segno della croce? Inventare una storia ha infatti a che fare con l’egocentrismo, e una persona senza alcuna levatura culturale non avrebbe mai potuto sapere che per renderla più credibile avrebbe dovuto fintamente sminuirsi e rendersi debole nel racconto. Si tratta di tecniche di manipolazione che sono – purtroppo – arrivate a noi negli ultimi anni.

E qui aggiungiamo un altro dettaglio chiave che ha a che fare con le apparizioni successive, collegato proprio a questo. Si riteneva all’epoca che l’apparizione potesse essere un inganno del demonio per raggirare i fedeli. Le fu così consegnata dell’acqua santa da aspergere sul punto dell’apparizione, e così Bernadette fece nella seconda apparizione, il 14 febbraio 1858. Bernadette la asperse sulla Signora e l’apparizione sorrise e chinò il capo, mostrando il senso di gentilezza e umiltà caratterizzante Maria. Ancora una volta abbiamo quindi un dettaglio di assenza di fanatismo da parte di Bernadette, la quale non aveva problemi ad accettare dubbi sulla vera identità della Signora.

“Sono venuto per gli ultimi e per i peccatori”

Bernadette è nata il 7 gennaio 1844; per i primi anni la famiglia vive relativamente bene, fino a quando il mulino fallisce e la situazione precipita. Nel 1857 la famiglia finisce a vivere in una cella in disuso sotto la casa di un parente: una sola stanza umida di 15 metri quadrati, nella quale si sentiva un costante e cattivo odore di letame. Non ha istruzione e ha un carattere di montagna, spesso disprezzato dagli eruditi e dai nobili delle città.

Matteo 11,25:

In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.”

Bernadette passa praticamente tutta la propria vita con problemi di salute, e Maria nel corso delle apparizioni le promette una vita migliore non in questa, ma nella vita successiva. Anche questo è un punto su cui riflettere: la sofferenza di Bernadette poteva essere tolta, ma viene lasciata. La stessa Bernadette, come altri Santi, aveva una visione secondo cui fosse importante vivere la sofferenza per prepararsi al dopo.

Non ci sono eletti privilegiati, ma tutti possono salvarsi

Come riflessione aggiungiamo che questa sofferenza non va di certo autoinflitta, ma quella che viviamo ogni giorno va senz’altro vissuta con un senso, quel senso che anche la stessa Maria di fatto le attribuisce. Mi viene in mente la Comunità Cenacolo a Medjugorje, una realtà di accoglienza e recupero fondata da Suor Elvira Petrozzi nel 1983 a Saluzzo e aperta a Medjugorje nel 1991. La sofferenza, per esempio dei tossicodipendenti e di coloro che si sono lasciati alle spalle quel baratro, cambia improvvisamente forma e aspetto. Diventa una benedizione, ti offre la capacità di ascoltare Gesù che ti ama, e di trovarlo come forse altrimenti non avresti potuto.

Questo vale moltissimo, in questi anni difficili come non mai, per coloro che soffrono nel corpo e nella mente. Parallelamente alla medicina, fondamentale, cosa c’è di meglio dello scoprire finalmente che c’è qualcuno che ti ama, che ti perdona, che piange con te e che gioisce nel vederti rialzare, costantemente al tuo fianco? E scoprire che quella voce che ti sminuisce e che ti suggerisce di essere ormai senza speranza sta in realtà mentendo e fa parte di un piano più alto – e il discorso non cambia se dal piano spirituale ci spostiamo a quello del mondo – che vuole allontanarti dalla luce; che vuole portarti a sentire costantemente il bisogno di modificare chi davvero sei, spesso attraverso una spesa, per esempio nel look.

Non ci sono eletti privilegiati, ma ci si salva con le azioni: leggiamo a proposito di questo Matteo 22, 1-14 (nulla è di diritto dalla nascita, tutto è da guadagnare con le proprie azioni) e Luca 10, 25-37 (“chi è il prossimo tuo?”: un eletto per linea di sangue o chi si sacrifica per te magari neanche conoscendoti, o essendo parte di un’etnia da te denigrata e ritenuta inferiore?).

E concludiamo questo ragionamento con il fatto che molti Santi ci hanno rivelato come la gioia più grande per Gesù sia l’anima perduta che si salva, e viene così sottratta al demonio. Dalle parole di Gesù: “Non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori” (Mt 9,13; Mc 2,17; Lc 5,32).

Dettagli che convincono da subito Padre Pomian

Torniamo ora all’intensa storia di Bernadette. Il 13 febbraio Bernadette racconta ciò che ha visto a padre Pomian. Ricordando il rumore del vento al quale abbiamo accennato all’inizio, seguono altri aspetti che fanno propendere sin da subito – e che accompagneranno Bernadette per tutto il resto della sua vita – verso l’onestà del suo racconto.

  • Il racconto di Bernadette era quanto di più distante possiamo immaginarci dal fanatismo; la ragazza lo racconta come qualcosa che è in dovere di raccontare e, in tutto e per tutto da lì in avanti, lei sembra in realtà voler essere fuori da tutto il clamore che si muoverà in modo crescente. Sente semplicemente di dover raccontare ciò che ha visto, per dovere
  • Il suo primo istinto fu quello di infilarsi la mano in tasca e prendere il Rosario, ma nel provare a farsi il segno della croce non vi riuscì. Vi riuscì solo dopo che la donna dell’apparizione lo fece
  • Riguardo alla figura che le apparve, ripeteva continuamente, nel suo dialetto guascone, la parola “Aquerò” (“Quella là”), descrivendola semplicemente come “una giovane signora vestita di bianco con una cintura azzurra”. Questa totale assenza di nozioni teologiche dimostrava che non stava inventando una storia basata su libri o prediche parrocchiali

Importunata dal “mondo” per tutta la vita

Bernadette è continuamente avvicinata da figure – anche alte, ecclesiastiche – che cercano di ottenere da lei qualche verità in più. Se l’iniziativa del singolo, riguardo a questo, può non apparire sbagliata, proviamo a moltiplicarla per centinaia e migliaia di volte. E aggiungiamola alle sofferenze fisiche nel frattempo patite da Bernadette.

Una volta, per esempio, le viene proposto di scambiare il proprio Rosario con uno di alto valore economico, appartenuto a una figura molto importante. Lei rifiuta.

Sembra il frutto della volontà divina che vuole mostrare in Terra ciò di cui Gesù aveva parlato. E ora vediamo meglio il perché.

Bernadette subisce moltissimi interrogatori e questo ricorda molto anche Medjugorje. Immaginatevi Bernadette, poco più che una bambina, fisicamente molto gracile e di bassa statura, interrogata e insultata da funzionari di vario tipo. La cosa che colpisce è che Bernadette è in grado di rispondere sempre per le rime. Tiene testa a tutti i funzionari che la interrogano, utilizzando parole che colpiscono per il modo in cui vengono pronunciate. Lo stesso avvenne, per esempio, a Mirjana a Medjugorje, la quale racconta di essere stata interrogata da funzionari del regime che la insultavano pesantemente.

Sarete condotti dinnanzi a governatori e re per causa mia, non preoccupatevi di come o di che cosa direte perché vi sarà dato in quell’ora cosa dovere dire – Matteo 10,18-20

Lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire – Luca 12

Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza – Luca 21

La sorgente di Lourdes

Nella grotta delle apparizioni la Vergine Maria invita Bernadette a prendere acqua dalla sorgente e berla. Bernadette stava quindi per uscire dalla grotta alla ricerca di questa sorgente a cui potesse riferirsi, non essendoci all’interno. Maria la invita a scavare nella grotta e da lì inizia a sgorgare, inizialmente insieme al fango, la sorgente che diventerà una delle più importanti nel mondo cristiano e dove continueranno ad avvenire miracoli nel corso degli anni. Anche questo dettaglio dona veridicità alla storia di Bernadette, pensiamoci per un attimo: un’apparizione inizia a chiederle di tornare lì in quel punto; a distanza di giorni le fa scoprire una sorgente della quale si ignorava l’esistenza e che anche solo a livello idrico sarebbe stata rilevante per la zona. Da qualsiasi lato la si guardi, la vicenda di Bernadette è soprannaturale.

Il parroco, a lungo scettico, vuole un nome

Don Dominique Peyramale insiste a lungo con Bernadette per sapere il nome della Signora che le appariva. Bernadette, se avesse mentito, avrebbe potuto dire subito di averglielo chiesto e che l’apparizione le avesse risposto di essere la Madonna, ma così non fu, perché Bernadette diceva la verità.

Infatti la Madonna a lungo non rispose a questa domanda di Bernadette, che le riferiva la volontà del parroco, fino a quando (solo alla 16ª apparizione, il 25 marzo) le disse di essere l’Immacolata Concezione (“Que soy era Immaculada Councepciou”), complessa definizione teologica proclamata dogma da papa Pio IX soltanto quattro anni prima (nel 1854). Per quale motivo Bernadette avrebbe dovuto attendere a lungo per poi riportare una definizione a quei tempi alla portata solo di figure altamente istruite? E per ricordarsi di cosa le aveva detto la Madonna, Bernadette ripeté queste parole molte volte sulla via di ritorno verso Peyramale, il quale, una volta ascoltate quelle parole, colto da un brivido, iniziò a credere.

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Per approfondire

Per scoprire meglio la figura di Bernadette Soubirous al di là degli stereotipi e con un approccio storicamente rigoroso, ecco alcuni riferimenti consigliati.

Letture consigliate

Alberto Maggi, Bernadette. La vera storia di una santa imperfetta (Garzanti). Un saggio in cui il biblista ricostruisce con accuratezza storica la vita di Bernadette, restituendo il ritratto di una ragazza semplice, ironica e genuina, senza risparmiarne i difetti.

Siti e risorse online

Santuario di Nostra Signora di Lourdes (Sito Ufficiale): lourdes-france.org/it/
Il portale ufficiale in lingua italiana, utile per consultare i documenti storici sulle apparizioni e la storia dei luoghi legati alla vita di Bernadette a Lourdes, come il Cachot.

Santuario di Nevers – Espace Bernadette: sainte-bernadette-nevers.com
Il sito ufficiale del Convento di San Gildard a Nevers, dove Bernadette visse gli ultimi anni della sua vita e dove oggi riposa.